Ndugu Mdogo Rescue Centres | Amani Ong Onlus

PICCOLO FRATELLO
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bambini aiutati 200
  • Finanziato
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70.000€ Contributo della Fondazione
35000€ Costo totale del progetto

Obiettivo. Il progetto nasce con la precisa volontà di offrire un punto di riferimento per quei bambini che si trovano a vivere per strada, in condizioni di povertà estrema e violenza. Si sviluppa all’interno delle baraccopoli di Nairobi, in modo da avere un contatto profondo e permanente con la realtà in cui vivono i bambini. Grazie a questo progetto, i bambini ricevono tre pasti al giorno, hanno accesso ad acqua pulita, dormono in un posto sicuro e trovano negli educatori un valido punto di riferime...

CONTESTO


La vita in strada è caratterizzata da violenza, abbandono, discriminazione: i bambini di strada di Nairobi sono chiamati “chokora”, cioè “quelli che vivono nella spazzatura”. Sono i rifiuti della società, discriminati, stigmatizzati e visti con timore, come persone prive di valore da tenere a distanza. In strada i bambini affrontano l’emarginazione sociale, il rifiuto della famiglia, spesso vengono coinvolti in attività criminali e di sfruttamento, a grave rischio di malattie, soprattutto a causa della malnutrizione a cui sono soggetti.


Ndugu Mdogo Rescue Centres si sviluppa all’interno della baraccopoli di Kibera e coordina le attività dei due centri di Ndugu Mdogo e Kivuli Ndogo. Sono centri di prima accoglienza e soccorso per quei bambini di Nairobi che sono costretti a sopravvivere per strada senza la cura e l’affetto di un adulto, in condizioni di estrema povertà.

Il progetto “Ndugu Mdogo Rescue Centres” si avvale dell’esperienza ormai ventennale di Amani e di Koinonia in progetti di recupero rivolti ai bambini di strada. Grazie alla professionalità degli educatori e al coinvolgimento continuo dei bambini reintegrati nelle attività dei centri, che fungono da esempio per i nuovi arrivati, il progetto mira ad accogliere ogni anno 40 nuovi bambini, impegnandosi ad agire immediatamente sul rischio malnutrizione a cui sono soggetti i bambini incontrati per strada e offrendo loro un futuro migliore.


Ndugu Mdogo Rescue Centres offre un’alternativa concreta a centinaia di bambini che vivono sulle strade di Nairobi. Grazie alla sua collocazione il progetto è un punto di riferimento per tutta la comunità circostante, grazie ai forti legami instaurati con la comunità musulmana, molto attiva nel quartiere, e con altre organizzazioni (locali e internazionali) che vi operano. La relazione diretta con le famiglie di origine dei bambini accolti ogni anno nei centri di Amani permette di ottenere risultati positivi anche rispetto alle condizioni di vita delle famiglie stesse, che grazie al contributo del progetto in alcuni casi riescono ad avviare piccole attività economiche e ad auto-sostenersi.


PROGETTO


“Ndugu Mdogo Rescue Centres” ha l’obiettivo di venire in aiuto ai bambini di Nairobi, per offrire loro un’alternativa concreta e ridare loro un futuro. Ha la particolarità di iniziare le proprie attività proprio sulla strada: è lì che gli educatori di Ndugu Mdogo Rescue Centres stabiliscono i primi contatti con i bambini che in seguito saranno accolti nei due centri di prima accoglienza, costruendo giorno per giorno un forte legame di reciproca fiducia.

La prima cosa è offrire loro cibo e vestiti puliti, dopo lunghi periodi di grave malnutrizione e esposizione alle intemperie. E’ un processo lungo, che avviene nell’arco di tre mesi. Durante questo periodo di tempo, gli educatori del centro frequentano giornalmente i gruppi di bambini che vivono per strada, passando con loro anche numerose notti. Dormendo assieme, offrendo loro pasti caldi, momenti di svago, attenzione, ascolto, gli educatori riescono ad individuare i casi più difficili e a stabilire con loro una relazione forte, che spingerà in seguito il bambino ad abbandonare la strada e a scegliere di entrare nei centri di prima accoglienza, dove sarà poi gradualmente accompagnato ad abbandonare le abitudini di strada.


Una volta accolti i bambini nei centri, attraverso la definizione di poche regole condivise e attività educative incentrate sulle inclinazioni del singolo, gli educatori lavorano sui traumi della strada, sui comportamenti e le relazioni interpersonali, rafforzando il senso di appartenenza dei bambini al centro e alla comunità e il loro grado di autostima; il tutto avviene in un ambiente educativo armonioso ed equilibrato, che vede gli educatori ed i bambini vivere assieme come una grande famiglia. Parallelamente, gli educatori lavorano anche sul rapporto e i contatti con le famiglie dei bambini e sul loro background, per capire come agire sulle cause che li avevano portati a vivere in strada.

Inizia inseguito anche un programma di reinserimento scolastico, e le visite alle famiglie di origine diventano col passare del tempo sempre più frequenti.

A metà del percorso annuale, i bambini vengono invitati durante delle sessioni di gruppo ad esprimere le loro paure e vengono informati sul processo di reintegro, che avviene in collaborazione con i genitori e i parenti affidatari.

Nella fase finale del programma focalizza l’attenzione sulla relazione del bambino e la famiglia. La frequenza delle visite a casa viene incrementata, i parenti del bambino vengono incoraggiati ad assumersi sempre più responsabilità e vengono seguite entrambe le parti dal punto di vista psicologico per assicurare il rafforzamento del legame familiare. Durante l’ultimo mese dell’anno, il bambino viene ufficialmente riaffidato ai parenti e si passa ad elaborare un Outreach Program per seguire il bambino reintegrato in famiglia dalla distanza. I casi più difficili che non possono essere accolti in famiglia vengono accolti in altri centri di accoglienza di Amani e della comunità di Koinonia ed inseriti in un programma educativo di lungo termine.