Elikja Na Biso - La nostra speranza

Fondazione Aiutiamoli a Vivere ONG

PICCOLO FRATELLO
  • Scuola
  • Sanita
  • Assistenza
  • Ricerca
  • Diritti
bambini aiutati 500
  • Finanziato
  • In corso
  • Realizzato
5.000€ Contributo della Fondazione

Obiettivo. Il progetto si pone l’obiettivo di alleviare il grave problema di insufficienza alimentare della popolazione coinvolta e nel contempo di avviare un processo di sviluppo economico tramite la creazione della filiera di produzioni alimentari, come anche tramite l’avvio di riforestazione delle aree coltivate.

CONTESTO


Il progetto, sviluppato dall’Associazione Aiutiamoli a Vivere, in collaborazione con la Diocesi di Kisantu, la Caritas di Kisantu e la parrocchia di Kindu, prevede lo sviluppo di un piano agricolo e di rimboschimento attraverso la formazione di ragazzi e donne. Il progetto sarà realizzato nella Repubblica Democratica del Congo, a Mowa, che si trova a circa 150 km da Kinshasa. Oggi la sopravvivenza di queste comunità, come in molte altre zone dell’Africa, è strettamente legata alla manioca ed al mais, che sotto forma di “bukari” (alimento simile alla polenta) rappresenta la base dell’alimentazione dell’intera popolazione e dei bambini della comunità. La possibilità di coltivare e produrre il proprio sostentamento contribuirà ad un’affermazione di identità più positivamente strutturate più consapevole del valore e del ruolo sociale.


L’azione consisterà inizialmente nel raggruppare i contadini in un’unica associazione al fine di poter organizzare i servizi necessari, quali la meccanizzazione agricola, l’acquisto centralizzato di generi di qualità necessari a prezzi più convenienti, la commercializzazione dei prodotti agricoli e forestali a condizioni più vantaggiose, l’aumento quantitativo e qualitativo della produzione nel rispetto dell’ambiente. L’avvio del progetto consentirà all’associazione dei contadini di ricorrere anche a forme di credito con rimborso dopo il raccolto. Il raggiungimento della sicurezza alimentare ed il miglioramento delle condizioni economiche rappresentano uno strumento efficace per contrastare i fenomeni dei bambini soldato, dei bambini di strada e della prostituzione diffusa a cui sono costrette le donne in cambio di cibo e protezione. Il sostegno ai contadini consisterà nella messa a disposizione di macchine e attrezzature per la meccanizzazione di modo che i servizi necessari siano forniti a prezzo di costo, così come le sementi selezionate e quant’altro necessario per le relative attività.


Il progetto ricercherà e sperimenterà anche un modello in grado di agire a favore della conservazione per valorizzarne i benefici sia in termini economici che finanziari. Per rispondere all’appello della FAO sull’esigenza di aumentare del 70% la produzione di cibo entro il 2050 per nutrire i previsti 9 miliardi di persone, la Fondazione Aiutiamoli a Vivere O. N. G. è fortemente impegnata nello sviluppo di soluzioni agricole ambientalmente sostenibili ed accessibili anche alle realtà economiche e sociali più svantaggiate.


 


PROGETTO


L’Obiettivo generale del progetto è contribuire al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione della parrocchia di San Fidele di Kindu, di cui Mowa rappresenta il villaggio centrale esattamente equidistante (circa 7 km) da tutti gli altri villaggi che raggruppano oltre circa 30.000 persone.


L’iniziativa durerà 2 anni; nelle fasi di avvio, le forniture, sia di servizi che di merci, verranno sostenute con dei crediti appropriati da rimborsare dopo il raccolto. Il primo anno verranno coinvolte 50 famiglie, ciascuna delle quali coltiverà un ettaro di terreno e pianterà un ettaro di bosco. Per le coltivazioni verranno fornite la pulizia – trinciatura, il dissodamento, l’aratura, l’erpicatura e le sementi a credito, la fornitura degli alberi per il rimboschimento sarà fornita a prezzo simbolico.


Il secondo anno, anziché rimborsare il credito, ogni famiglia coltiverà due ettari. Il primo ettaro lo metterà in campo utilizzando parte dei proventi della raccolta; per il secondo ettaro sarà reimpiegato il credito dell’anno precedente, mentre il rimboschimento sarà sempre un ettaro alle già citate condizioni. Si pensa alla coltivazione di due ettari in quanto un ettaro non garantirebbe un reddito sufficiente per portare avanti l’impresa agricola così articolata con il finanziamento a credito per due anni soltanto e per un ettaro. Ogni anno si aggiungeranno 50 famiglie, utilizzando il medesimo metodo di finanziamento, cosicché il fondo di rotazione a credito dovrebbe essere il valore dei servizi più le sementi per 100 ettari.