La Chiocciola

Comunità San Patrignano SCS

PICCOLO FRATELLO
  • Scuola
  • Sanita
  • Assistenza
  • Ricerca
  • Diritti
bambini aiutati 50
  • Finanziato
  • In corso
  • Realizzato
10.000€ Contributo della Fondazione

Obiettivo. Contribuire al benessere dei bambini residenti a San Patrignano, traumatizzati dalle situazioni di degrado vissute in precedenza, attraverso una struttura dedicata specificamente all’infanzia.

La comunità San Patrignano si adopera da sempre per favorire la crescita e lo sviluppo dei bambini che vi risiedono, al seguito di genitori che stanno affrontando il recupero dalla tossicodipendenza, o figli di operatori che vi lavorano.


La Comunità offre opportunità educative, sportive e ricreative per fare crescere i bambini serenamente. Il progetto si propone di contribuire al benessere e al recupero dei traumi dei bambini, derivanti dalle situazioni di degrado vissute in precedenza, attraverso il sostegno alle attività organizzate da “La Chiocciola”, la struttura di San Patrignano dedicata all’infanzia, per tutto l’anno scolastico in corso a partire da Gennaio 2017 fino a tutto il periodo estivo 2017.


I bambini a San Patrignano


San Patrignano risponde alla richiesta di accoglienza e supporto da parte di persone con problemi di droga che sono al tempo stesso genitori e che intendono intraprendere un programma residenziale in strutture adeguate ad ospitare bambini. La Comunità di San Patrignano accoglie attualmente circa 100 bambini di diverse età, figli di ragazzi che stanno svolgendo il percorso di recupero e di operatori.


La maggior parte è reduce da esperienze di disagio e di separazione dalla famiglia. Molti di questi minori, bambini ed adolescenti, presentano difficoltà emotive e comportamentali da attribuire prevalentemente alla storia di uno o di entrambi i genitori. Un meccanismo che si rivela sempre più presente nei casi delle famiglie con bambini ospitate a San Patrignano è quello della transgenerazionalità dei traumi, cioè la possibilità che genitori fortemente traumatizzati instaurino con i propri figli relazioni inadeguate che possono, a loro volta, essere fonti di traumi.


La Comunità si pone l’obiettivo di seguire il minore per favorire il suo sviluppo psico-fisico recuperando il più possibile tutti gli effetti prodotti dalle carenze affettive-relazionali causate dalla pregressa situazione.


I bambini reagiscono in maniera diversa ai traumi subiti: c’è chi si mette nell’angolo, chi si ritrae al contatto fisico, e chi invece diventa aggressivo. Per questo è necessario mettere a fuoco le singole esigenze e dare ad ognuno le attenzioni di cui ha bisogno” attesta Elena, una delle responsabili della Chioccola.


Attività individuali strutturate o libere, giochi di gruppo e tante soluzioni di intrattenimento che i bimbi di San Patrignano svolgono sotto lo sguardo attento degli educatori. “Siamo sempre presenti, non per invadere i loro spazi ma per dare orientamenti e seguire il loro sviluppo anche attraverso il gioco che rappresenta una chiave di lettura importante delle loro sensazioni, soprattutto quando non è strutturato e lascia spazio alla fantasia. Giocando i bambini manifestano spesso stati d’animo e ci aiutano a comprendere il loro equilibrio affettivo. Abbiamo fatto dei percorsi con le altre educatrici”, spiega Andrea, educatore de “La Chiocciola”, “per far sì che i bambini metabolizzino, facendo fronte alle mancanze affettive, cercando di risolvere il problema alla radice. Contiamo molto sul rapporto coi genitori, che trovandosi in un contesto come la Comunità sono più predisposti all’ascolto; sviluppiamo un’empatia particolare con ognuno di loro. Inoltre, vivendo a contatto con così tante persone, ogni bambino si relaziona in continuazione e conosce tantissime realtà diverse alle quali paragonarsi; parla moltissimo delle proprie difficoltà e delle cose che gli mancano, è abituato a farlo, perché sente la gente e gli altri bambini intorno a lui che lo fanno.


Alla mancanza delle cure della prima fase dell’esistenza la Chiocciola sostituisce un ambiente familiare e sereno, in cui il bambino possa sentirsi apprezzato ed amato. E’ in questo clima che si può ricostruire un rapporto con la mamma o il genitore, che nel frattempo si sta lasciando alle spalle una storia di tossicodipendenza. Non sempre il percorso riabilitativo personale del genitore per uscire dalla tossicodipendenza è coincidente con il recupero delle capacità genitoriali. Infatti spesso, i genitori vivono forti sensi di colpa per l’esperienza a cui, per loro causa, i figli sono stati sottoposti, e ciò non permette loro di assumere un atteggiamento sereno. Le ombre del passato interferiscono nella relazione genitore-figlio fino, a volte, a condizionarla in modo decisivo. Per questo è necessario che la Comunità alleggerisca, in un primo momento, il ruolo genitoriale per aiutare il percorso riabilitativo del genitore, riducendo il peso e le conseguenze dei suoi sensi di colpa.


Un costante monitoraggio sull’andamento del percorso riabilitativo consente agli educatori della Comunità di cogliere il momento opportuno per intensificare, gradualmente, il livello delle competenze educative del genitore attraverso le quali dovrà riuscire, nella realizzazione di una totale autonomia, ad assumersene progressivamente la completa responsabilità.


Le attività che la Comunità svolge per le famiglie con minori sono le seguenti:

residenzialità: le mamme con bambini sono ospitate in un’apposita struttura; le coppie con figli che si sono riunite a San Patrignano possono ritrovare una dimensione familiare e la responsabilità che essa comporta all’interno delle villette del villaggio;

supporto alla genitorialità: un costante e attento monitoraggio della relazione genitore-figlio, con particolare riferimento alle situazioni di disagio, quali l’eventuale separazione dei genitori, per rendere gradualmente autonomo e responsabile il genitore nello svolgimento delle sue funzioni genitoriali;

attività educative e ludico-ricreative per i minori: la presenza di personale competente ed esperto assicura il corretto svolgimento delle attività più espressamente dedicate ai bambini all’interno della Comunità: rapporti con gli insegnanti e i direttori scolastici delle scuole materne, elementari e medie del territorio, frequentate dai bambini della Comunità; servizi educativi e di cura per i bambini da 0 a 5 anni; attività di doposcuola e laboratori ludico-ricreativi; supporto psicologico e neuropsichiatrico nei casi che lo richiedono; attività di terapia assistita con l’ausilio degli animali (pet-therapy)


Le attività proposte nel progetto sono le seguenti:

Supporto psicologico e neuropsichiatrico in caso di necessità: i bambini figli di tossicodipendenti che risiedono in Comunità al seguito di uno o entrambi i genitori, in risbilitazione, necessitano di un affiancamento costante, di interventi individuali e di un supporto di tipo psicoterapeutico. La Comunità garantisce loro il supporto da parte di un neuropsichiatra infantile che ne segue lo sviluppo, andando ad intervenire sui traumi subiti e sulle problematiche che ne derivano. I traumi sono derivanti dalle esperienze vissute nel corso dei loro primi anni di vita al fianco di genitori tossicodipendenti, e dallo stato o senso di abbandono dovuto al distacco dei genitori (i bambini figli di tossicodipendenti sono spesso accuditi dai nonni, o presi in carico dai servizi sociali). Il sostegno genitoriale è poi assicurato dalla presenza di educatori e di psicologi che regolarmente incontrano i genitori e ne verificano la graduale assunzione di responsabilità verso il pieno recupero delle capacità genitoriali.

Attività educative-ricreative: tutte le attività educative e ludico-ricreative per i bambini sono organizzate da “La Chiocciola”. Si tratta di una palazzina circolare, disposta su due piani ed immersa nel verde. Al piano inferiore si trovano gli spazi dedicati al nido e alla materna, al piano superiore aule scolastiche per i più grandi, una zona multimediale e una sala per i momenti ricreativi. Tutti gli spazi sono stati creati a misura di bambino, tenendo conto delle esigenze e necessità collegate alle differenti fasce di età. Durante l’estate viene organizzato un centro estivo, con la possibilità di portare i bambini al mare (poco distante) e a fare gite ed esperienze anche al di fuori della Comunità. Nella maggioranza dei casi, i bambini che frequentano la struttura provengono da esperienze di disagio: c’è chi ha vissuto la separazione temporanea dalla famiglia d’origine e chi ha scontato situazioni di particolare emarginazione che ne hanno condizionato la crescita, rendendo problematiche le relazioni con il mondo circostante e l’ambiente scolastico. Alcuni presentano difficoltà importanti di socializzazione, attenzione e concentrazione. Due bambini hanno inoltre certificazioni di disabilità. La Chiocciola mette a loro disposizione una docente di sostegno, per assisterli nello svolgimento dei compiti e nello studio. Inoltre la Chiocciola effettua un costante monitoraggio del loro andamento scolastico, curando i rapporti con le scuole, per mettere a punto, congiuntamente, programmi di sostegno e recupero.

Pet-Therapy: oltre alle normali attività ricreative che la Chiocciola organizza per tutti i bambini di San Patrignano, per i bambini che incontrano più difficoltà di integrazione, socializzazione, difficoltà psicomotorie, ecc., la Chiocciola offre attività di terapia assistita con l’ausilio degli animali. Presso la Comunità i bambini possono accedere alla pet-therapy effettuata con i cani. Un operatore della comunità, esperto conduttore di cani sociali, è dedicato alle attività da svolgere, a cadenza settimanale, con un gruppo di questi bambini.


Fondazione Mediolanum Onlus sostiene il progetto “La Chiocciola” dal 2014 e ha erogato, complessivamente, 35.000 euro per aiutare fra i 50 e i 60 bambini ogni anno.