Cenerentole di Bukavu

COOPI Cooperazione Internazionale

PICCOLO FRATELLO
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bambini aiutati 108
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20.000€ Contributo della Fondazione

Obiettivo. Assicurare un'istruzione a 32 bambine nell’est del Congo, accusate di stregoneria e cacciate dalle loro famiglie e proteggere 76 bambini di strada.

Il progetto si realizza a Bukavu, sud-Kivu, una delle zone più tormentate della Repubblica Democratica del Congo, teatro per lunghi anni di scontri che hanno insanguinato il Paese. Nonostante la fine formale delle ostilità nel 2007, il Sud Kivu ha continuato ad essere teatro di combattimenti tra gruppi irregolari; il proseguire delle violenze ha minato profondamente la capacità della popolazione di ricostruire sulle macerie delle guerre, ed è la principale causa dell’arretratezza delle due province orientali rispetto al resto del Paese. Secondo i dati dell’ultimo rapporto UNICEF sulle condizioni di vita nel Paese più di 7 milioni di bambini tra i 5 e i 17 anni non frequenta la scuola. In termini percentuali il 28,9% della fascia d’età in esame non ha accesso all’istruzione di base. Inoltre, la maggior parte dei minori che non frequenta la scuola presenta specifici fattori di rischio tra cui la mancanza di istruzione del capo famiglia (46,5%), il genere (60,4%) e la povertà del nucleo familiare di appartenenza del bambino (64,3%).

In una situazione già così complessa dal punto di vista educativo, il progetto ha scelto di rivolgersi a un target-group di minori in condizioni di forte vulnerabilità. A Bukavu, ancora oggi decine di bambine vengono accusate di stregoneria e cacciate dalle loro famiglie per superstizione.  Come moderne Cenerentole, a loro è preclusa la possibilità di studiare, giocare, crescere.  Altre centinaia di bambini, maschi e femmine, chiamati mai-mihogo (“acqua-manioca”) ogni giorno camminano diversi km a piedi per raccogliere acqua da vendere in cambio di cibo. Sono bambine e bambini a cui, in assenza di interventi, l’istruzione sarebbe totalmente preclusa.


 


Descrizione dell’intervento

Il progetto è realizzato da COOPI in collaborazione con Movimento per la Lotta contro la Fame nel Mondo (MLFM), due tra le più antiche e prestigiose ONG italiane, entrambe con oltre 50 anni di esperienza alle spalle.


Sia COOPI che MLFM sono presenti in Congo dagli anni ’70, e da molti anni sostengono l’azione instancabile di Suor Natalina Isella, promotrice dal 2001 del Centro d’accoglienza per bambine abbandonate e accusate di stregoneria “Ek’abana”.


L’accusa di stregoneria è purtroppo ancora oggi motivo di abbandono di minori, principalmente bambine perché “meno utili” dei maschi in termini di lavoro e quindi di sussistenza familiare. L’accusa trova ragione in alcune credenze popolari ma viene usata come motivo reale per l’allontanamento delle bimbe quando le condizioni di povertà creano situazioni di forte disagio in famiglia.

Attualmente presso il Centro ci sono 32 bambine e ragazze fino ai 18 anni, abbandonate perché accusate di stregoneria, mentre altre 70 sono già state reinserite nella famiglia d’origine e frequentano la struttura solo di giorno. Complessivamente quindi sono oltre 100 le bambine seguite ogni giorno dal Centro Ek’abana.


Grazie al sostegno delle organizzazioni proponenti e della Caritas locale, il Centro si occupa di assicurare loro un contesto comunitario ma familiare, fondato sulla comprensione, sulla fiducia in se stesse, sull’affetto, di aiutarle a riacquisire fiducia in loro stesse, per affrontare e superare il trauma dell’abbandono, di supportarle nello studio e avviare per le più grandi di loro percorsi formativi lavorativi affinché una volta fuori dal centro possano trovare un’occupazione e di avviare un percorso di mediazione familiare affinché le piccole possano essere nuovamente accolte a casa, dove possibile, con maggiore consapevolezza da parte della famiglia d’origine.


Pensato per ospitare nove bambine, il Centro ha nel tempo accolto centinaia di minori, e si è dotato negli anni  di nuovi posti letto, di una sala polivalente per le attività terapeutiche, ludiche e aggregative, di una biblioteca aperta anche alla comunità locale. Alle bambine che vivono presso il Centro, vengono garantiti un posto dove dormire, cibo, medicine ed istruzione. Grazie al sostegno continuo delle organizzazioni proponenti (che hanno entrambe avviato un programma di adozione a distanza pluriennale a favore delle bambine), il Centro garantisce oltre all’accoglienza anche la possibilità per le bambine di accedere alla scuola, seguire corsi professionali, imparare un lavoro e gradualmente tornare ad avere un ruolo sociale di piena normalità.

Per le famiglie, vengono organizzati regolarmente gli incontri dei CPCE (Comitati di Genitori per la Protezione dell’Infanzia), per formarli su argomenti legati all’educazione, all’istruzione e alla protezione dell’infanzia da abusi e violenze sia fisiche che psicologiche. Oltre alle bambine-streghe, il Centro – sull’onda della pressione delle necessità dell’area – si occupa del recupero scolastico di circa 1000 bambini mai-mihogo tra i 5 e gli 11 anni. Sono bambini e bambine che vivono andando a raccogliere acqua per poi venderla in cambio di cibo per sé e per le loro famiglie, e questa attività per cui impiegano tutto il giorno impedisce loro di andare a scuola.

Il secondo obiettivo del progetto è quindi quello di proteggere i mai-mihogo dalla strada, riuscire a mandarli a scuola e garantirne un’adeguata alimentazione e cura. La struttura dispone di 20 operatori ed operatrici sociali che si occupano dei bambini di strada, del loro benessere, della loro istruzione, nonché della mediazione familiare, oltre anche a  “trovare” i mai-mihogo per le strade ed avvicinarli alle attività del centro.  Il centro offre alle famiglie di questi bambini anche un supporto logistico: se le loro case versano in condizioni di particolare degrado provvede alle riparazioni. Con il contributo di Fondazione Mediolanum sarà possibile anche identificare e inserire nel programma di recupero scolastico 76 bambini mai-mihogo di zone prossime al Centro e riportarli a seguire le lezioni grazie alla copertura delle rette di iscrizione scolastica