Nutri-amo il futuro

PICCOLO FRATELLO

Anche gli Angeli mangiano fagioli

ASSOCIAZIONE CENTRO ORIENTAMENTO EDUCATIVO - COE
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In sintesi. Diritto alla vita, al cibo e alla salute dei bambini di Tshimbulu e dintorni attraverso la lotta alla malnutrizione. Si intende creare un Centro Nutrizionale; promuovere buone pratiche alimentari; valorizzare prodotti alimentari locali ad alto valore nutritivo come l'olio di palma, la Moringa Oleifera le cui foglie, baccelli, semi e radici sono ricche di proteine, vitamine e minerali; educare le mamme su corretta alimentazione, svezzamento e allattamento anche attraverso la tre radio locali.

DESCRIZIONE ESTESA

In Repubblica Democratica del Congo la malnutrizione è un problema reale che tocca più di 5,8 milioni di bambini. Secondo i dati MICS-RDC 2010 il 43% dei bambini al di sotto dei 5 anni soffre di malnutrizione cronica o ritardo nella crescita, il 9 % di malnutrizione acuta o deperimento (rapporto peso per altezza) e il 24 % dei bambini manifesta un’insufficienza ponderale (rapporto peso per età). Il Kasai Occidentale, nel centro-sud del paese, è tra le 4 province (su 11) più colpite dalla malnutrizione cronica. inoltre la zona sanitaria di Dibaya cui appartiene la cittadina di Tshimbulu, capoluogo del distretto della Lulua, nella metà del 2013, secondo il PRONANUT (Programme National de Nutrition) è considerata in stato di allerta nutrizionale con più del 20% di bambini con un PB (perimetro brachiale) inferiore a 125 mm e più del 20% di donne incinta e di donne allattanti con un PB inferiore a 210 mm.
Con questa situazione di emergenza sanitaria si sta confrontando l’Hôpital Diocésain Saint François di Tshimbulu, ospedale appartenente all’Arcidiocesi locale di Kananga e principale struttura sanitaria della zona che ha cominciato ad avviare, in uno spazio provvisorio, un centro nutrizionale per la presa in carico di bambini malnutriti dove dal 2008 al 2013 sono stati presi in carico 2482 bambini. Questo spazio presenta una serie di limiti: mancanza di acqua corrente, di spazi all’aperto idonei, refettorio piccolo e conseguente uso della payotte esterna con rischio di presenza di animali in divagazione (galline, capre, piccioni) e relativo abbassamento dell’igiene. La presa in carico dei bambini malnutriti pertanto non è molto efficace. A ciò si aggiunga che l’alimentazione data ai bambini è inadeguata per abitudini alimentari non corrette che fanno riferimento non solo alla qualità e alla quantità degli alimenti ma anche alle tappe di introduzione dei diversi alimenti nella loro alimentazione. Inoltre, nell’alimentazione non si valorizzano e utilizzano al meglio o per niente tutte le risorse che offre il territorio e che possono costituire sia alimenti di base sia importanti alimenti di complemento all’alimentazione di base, come p.e l’albero di moringa.
A fronte di questo contesto, con il presente progetto ci si popone l’obiettivo di migliorare lo stato nutrizionale dei bambini Tshimbulu e dei villaggi vicini attraverso le seguenti azioni:
- Creazione di un centro nutrizionale più funzionale alle esigenze dei bambini e che soprattutto promuova l’utilizzo di prodotti alimentari locali nella lotta alla malnutrizione. Ai bambini che arrivano in ospedale sarà garantita una visita medica per valutare lo stato di malnutrizione. I bambini malnutriti in fase acuta saranno tenuti in stretta sorveglianza presso la pediatria dell’ospedale; gli altri verranno riferiti al centro nutrizionale dove, secondo la diagnosi del medico, un nutrizionista provvederà a tracciare un programma di recupero. Il programma nutrizionale prevederà che si utilizzino preparati a base di prodotti locali (fagioli, niébé - un tipo di fagiolo locale – cereali, olio di palma, verdure a foglia). Il programma prevederà anche dei momenti di animazione e di gioco, fondamentali per stimolare e riattivarne le funzioni “assopite” nel malnutrito. Il nuovo centro nutrizionale sarà costruito sul terreno dell’ospedale, e potrà usufruire di acqua corrente ed elettricità, grazie agli impianti dell’ospedale dotato di pannelli solari e gruppo elettrogeno. Il Centro sarà costituito da un refettorio e una grande stanza dove poter svolgere le attività in caso di pioggia, quattro stanze con quattro letti per le mamme e i bambini, tre servizi igienici, tre docce per un magazzino per la conservazione del cibo, una cucina, un ambiente attrezzato per trasformazione di alcune risorse locali (per es.per spremitura delle noci di palma), un ufficio/sala di consultazione medica, una payotte in cemento per le attività all’aperto e un’area giochi con dondoli, altalene e altri giochi. Si prevede inoltre una stanza dove far dormire i bambini nelle prime ore del pomeriggio. La stanza sarà attrezzata da un angolo di lettura, con libri e giochi didattici adatti ai bambini, un teatrino con delle marionette, e giocattoli per stimolarli.
- Valorizzazione della pianta di moringa come integratore alimentare e divulgazione della stessa tra le famiglie della zona di Tshimbulu. La Moringa Oleifera è un albero dall'enorme potenziale nutrizionale e dalle molteplici virtù, importante nel soddisfare i bisogni nutrizionali, in particolar modo nei bambini sotto i 5 anni. Tutte le parti della pianta – foglie, baccelli, semi, radici - sono infatti commestibili e hanno proprietà nutrizionali e il loro contenuto di proteine, vitamine e minerali è davvero eccellente. Come fonte nutrizionale le foglie sono sicuramente la parte migliore da utilizzare; infatti contengono una grande concentrazione di vitamina A, C, del complesso B, di ferro, calcio, proteine, zinco, selenio e possiedono i 9 aminoacidi essenziali all’essere umano. Le foglie di Moringa contengono il 25% di proteine in più delle uova e il doppio del latte, quattro volte la quantità di vitamina A delle carote, quattro volte la quantità di calcio del latte, sette volte la quantità di vitamina C delle arance, tre volte la quantità di potassio delle banane, quantità significative di ferro, fosforo ed altri elementi. Inoltre il sapore delle foglie è gradevole ed esse si possono consumare fresche o preparate in differenti maniere. Inoltre possono essere consumate direttamente come verdure o se ne può ottenere farina. La strategia adottata promuoverà attività volte alla formazione delle famiglie e alla diffusione dell’albero per estenderne l’uso come integratore alimentare nell’ area di intervento.
- Educazione alimentare: Le mamme giocano un ruolo fondamentale nel determinare lo stato nutrizionale dei bambini. Per promuovere buone pratiche alimentari da parte delle mamme, saranno organizzate sessioni di formazione per le donne, neo mamme e future mamme che si recano all’Hôpital Saint François di Tshimbulu, per le visite prenatali e prescolari o che hanno in cura il proprio bambino presso il centro nutrizionale. Le sessioni di formazione verteranno sull’alimentazione da seguire in gravidanza e durante l’allattamento per avere un latte ricco di proteine, vitamine, sali minerali necessari alla crescita armoniosa del bambino, sullo svezzamento del neonato, sulla prevenzione delle malattie comuni (diarrea, malaria), sull’igiene dei cibi, ecc. Ci saranno lezioni teoriche e pratiche su come utilizzare gli alimenti localmente reperibile (anche quelli poco utilizzati) per ottenere un’alimentazione equilibrata sia durante lo svezzamento che nelle fasi successive insegnando nuove ricette - per es. combinando, mais, manioca, zucca, sedano, patata dolce, niebé, olio di palma o utilizzando soia e moringa per la preparazione della pappa arricchita - per lo svezzamento e l’alimentazione corretta dei bambini.
Inoltre, considerando che la radio è l’unico mezzo di informazione nella zona e quindi strumento molto diffuso per aggiornarsi su fatti e notizie, attraverso tre radio locali - radio Moyo, radio Munganga e radio Dibaya - si organizzerà una campagna di educazione alimentare rivolta alle donne, alle mamme per trasmettere in modo sintetico ed efficace contenuti che riguardano corrette abitudini alimentari da seguire nell’alimentazione della famiglia ed in particolare dei bambini. La campagna si prevede che possa toccare circa 17.000 donne.

L’innovazione di questa proposta consiste nell’integrare ad un intervento funzionale e strutturale (creazione di un centro nutrizionale) in risposta ad un’emergenza quale quella dello stato di allerta nutrizionale che interessa soprattutto i minori, la conoscenza e l'utilizzo delle specie alimentari locali ad alto valore nutritivo dando così un forte impulso alla valorizzazione e al rafforzamento delle potenzialità di sviluppo endogeno del territorio e gettando le basi così per una presa in carico e un ‘owenrship’ locale dell’intervento.
Questa esperienza si inserisce nella strategia di intervento del COE che nelle sue azioni tende a valorizzare le capacità di sviluppo endogeno di un territorio E’ in questo spirito che il COE ha realizzato interventi specifici di presa in carico del disagio sociale e dell’infanzia in condizioni di disagio e nell’ambito della nutrizione. Le esperienze più significative in questo senso:
- Il Centro nutrizionale di Rungu nella Provincia Orientale in R.D. Congo si occupa della lotta alla malnutrizione attraverso la somministrazione di pasti ai bambini che presentano un deficit alimentare, la formazione delle mamme e l’ introduzione di nuovi alimenti agropastorali in particolare il latte di capra che, dopo quello di asina, è il più simile al latte materno,
- Il progetto Enfants de la Rue di reinserimento sociale e familiare dei ragazzi di strada di Garoua in Camerun, che prevede anche al soddisfacimento di bisogni primari come appunto la nutrizione;
- “La Benedicta” a Kinshasa in R.D. Congo accoglie bambini tra i 6 e 12 anni senza famiglia e senza casa e con un percorso educativo della durata di un anno scolastico si rende possibile il rientro in famiglia.
- Il sostegno a cinquanta scuolette in altrettanti villaggi rurali nelle Province di Khulna, Satkhira e Jessore in Bangladesh presso le minoranze Dalit (fuori casta, intoccabili, discriminati e emarginati) con lo scopo di preparare i bambini all’inserimento nella scuola primaria governativa, di avvantaggiarli ed incoraggiarli ad andare alla scuola primaria.
- Il progetto “Miglioramento delle condizioni di vita dei minori detenuti nella prigione centrale di Garoua in Camerun” che prevede tra le altre un’attività di assistenza alimentare;
- un progetto di sicurezza alimentare a Kinshasa di sostegno alla rivitalizzazione delle filiere delle colture orticole a beneficio della popolazione kinois e in particolare dei più giovani.

IMPATTI PER LA COMUNITÀ

Grazie al progetto ogni anno circa 350 bambini in stato di malnutrizione severa saranno presi in carico dal Centro Nutrizionale. Si tratta, in generale, di bambini dei ceti più poveri della popolazione. Oltre ai piccoli pazienti, beneficiari diretti saranno altrettante mamme educate durante le visite prenatali e post natali all'Ospedale St. François.  La formazione ricevuta eviterà di far ricadere nella malnutrizione i propri figli, sia quelli in cura che i fratellini e sorelline e favorirà lo svezzamento corretto e l'alimentare equilibrata dei bambini.  Indirettamente tutta la famiglia beneficerà delle azioni del progetto grazie alla formazione della mamma e all'introduzione di nuovi prodotti locali nella che favoriranno abitudini alimentari più equilibrate e di conseguenza la salvaguardia della salute familiare. Infine tutta popolazione beneficerà della presenza di bambini sani e forti che diventeranno adulti in grado di lavorare, produrre e contribuire allo sviluppo della comunità.

COMUNICAZIONE DEL PROGETTO

In occasione del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America latina, organizzato da 24 anni dal COE, presso il Festival Center si allestirà un angolo “Nutriamo il futuro” in cui sarà possibile, attraverso un totem con un monitor, trasmettere video sul presente progetto e sugli altri progetti che saranno selezionati e sull’iniziativa che li ha promossi oltre che rendere disponibile in formato cartaceo altre  informazioni ai circa 12000 spettatori del Festival ogni anno. In generale, si produrranno flyer e locandine che si utilizzeranno nelle diverse occasioni di visibilità e di presentazione del progetto. Si creerà, inoltre, un pagina web sul sito del COE con aggiornamenti sulle attività del progetto con testi, foto e brevi video. Si creerà un link a questa pagina dai siti delle reti in cui il COE è inserito. Si utilizzeranno inoltre mailing list e social network per aggiornamenti su stato dell’arte e appuntamenti che riguardano il progetto in Italia.

AUTOSOSTENIBILITÀ ECONOMICA

Costo totale €150.000 di cui 90.000 per costruzione, attrezzature, arredi e 60.000 per formazione, funzionamento, divulgazione della moringa e trasformazione delle noci di palma.
I Ricavi a medio lungo termine deriveranno dalla vendita dell’olio di palma e di altri alimenti prodotti in quantità superiore alle necessità del Centro Nutrizionale e grazie al lavoro gratuito dei familiari dei bambini ospiti è possibile un guadagno. Il contributo sarà investito in gran parte nella struttura e suo equipaggiamento e in parte minore per il funzionamento che progressivamente diminuirà grazie alla capacità di soddisfare autonomamente il fabbisogno alimentare.
Il rendiconto conterrà relazione descrittiva e consuntivo finanziario, le pezze giustificative saranno a disposizione c/o la sede.
L’educazione è il presupposto per la riuscita e per garantire efficienza e efficacia delle azioni. Il progetto sarà facilmente riproducibile valorizzando gli alimenti disponibili e adattando le diete.

ATTIVAZIONE DI RETI

Controparte locale è l’Arcidiocesi di Kananga e il progetto sarà realizzato in sinergia con la Caritas Développement che segue il servizio di promozione della nutrizione; L’intervento è anche sostenuto dalla Zona Sanitaria di Dibaya, unità di base di pianificazione sanitaria nella sanità congolese. In Italia, ai fini della comunicazione del progetto, il COE attiverà le reti in cui è inserito, FOCSIV-Volontari del mondo, CoLomba, Expo dei Popoli 2015, molto impegnate sui temi della nutrizione.

 

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