A fianco di UNHCR per l’emergenza in Siria

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Fondazione Mediolanum Onlus ha deciso di supportare nuovamente UNHCR intervenendo nell’emergenza nel nord est della Siria che, a causa dell’epidemia mondiale di Covid-19, sta passando inosservata.

Migliaia di donne e bambini siriani in questo momento stanno rischiando la vita. Sono senza un posto dove dormire.
Una tenda o una coperta possono salvarli.

La crisi umanitaria a Idlib, in Siria, sta assumendo contorni sempre più drammatici e costringendo un numero elevatissimo di persone alla fuga. Da dicembre circa 960.000 persone hanno dovuto lasciare Idlib e Aleppo per salvarsi la vita. Sono in maggioranza donne e bambini. Sono traumatizzati e costretti a dormire all’aperto con temperature che la notte scendono tremendamente. Neonati e bambini piccoli stanno morendo. Garantire a queste famiglie un alloggio di emergenza è una priorità assoluta.

Dal 1° dicembre 2019, circa un milione di persone ha dovuto abbandonare la propria casa nel nord est della Siria per mettersi in salvo dai violenti combattimenti in atto. Piu’ di mezzo milione di loro sono fuggiti nelle aree nord occidentali del governatorato di Idlib mentre i rimanenti si sono rifugiati nelle zone a nord di Aleppo. Si stima che tra gli sfollati 4 persone su 5 siano donne e bambini. Lo scorso 6 marzo 2020 è stato raggiunto il cessate il fuoco e gli attacchi aerei sistmatici sono terminati anche se si continuano a registrare alcuni bombardamenti nelle aree vicine alla frontiera.

Nonostante la tregua, i bisogni umanitari nell’area continuano ad essere immensi.

La violenza indiscriminata ha avuto un impatto devastante sulla vita della popolazione civile che è stata costretta alla fuga di massa. I bisogni piu’ acuti riguardano le abitazioni, l’acqua, i servizi igienici, il cibo e la protezione da violenza e abusi. Altre conseguenze della violenza contro i civili nel medio e lungo periodo sono la malnutrizione acuta dei bambini, la distruzione di scuole e ospedali e la perdita di almeno 150,000 ettari di terra arabile.

SITUAZIONE CORONAVIRUS

Il 13 marzo la Siria ha annunciato la chiusura del posto di frontiera di Bab AlHawa con la Turchia, il principale usato per i convogli umanitari, per contrastare la pandemia di coronavirus. A tutti, inclusi commercianti e giornalisti e’ vietato il transito. Il divieto pero’ non si applica ai convogli umanitari, che potranno proseguire.

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UNHCR è impegnata nella distribuzione massiva di aiuti umanitari nelle zone dove sono affluiti gli sfollati. Gli articoli che servono con maggiore urgenza sono tende, per non lasciare le famiglie all’aperto al freddo, e articoli di prima necessità come coperte, kit igienici, materassi, perché le famiglie non hanno nulla con sé; inoltre, UNHCR sta facendo ricorso a convogli umanitari transfrontalieri dal sud della Turchia verso il nord ovest della Siria per distribuire i kit di prima necessità e fornire assistenza rapidamente. Lo scorso 4 e 5 marzo ne sono stati organizzati 4 attraverso i valichi di Reyhanli-Bab Al Hawa and Kilis-Bab Al Salam.

È stato così possibile trasportare 5.100 tende e 3.500 kit d’emergenza di cui beneficeranno 48.100 persone. Le tende e i kit sono distribuiti a famiglie e ogni kit contiene materiali per l’igiene personale, 2 lampade solari, una batteria di pentole, 4 materassi, 84 pannolini, 20 assorbenti, due taniche per l’acqua, 5 coperte, due teli impermeabili.

Il 2 marzo, UNHCR ha organizzato un nuovo convoglio umanitario, che ha attraversato il confine a Reyhanli – Bab Al-Hawa trasportando altre 2.100 tents, assicurando cosi’ un tetto a 12.600 sfollati. Tra il 9 e il 15 marzo, sono stati distribuiti kit di emergenza a 8.870 persone.